Aterosclerosi: Sintomi, Cos'è e Terapia

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Cos’è l’Aterosclerosi? Cause e Cure

L’aterosclerosi, spesso erroneamente nota come arteriosclerosi, è un processo cronico-degenerativo che consiste nella formazione e nell’accumulo di placche all’interno delle arterie che causano un’alterazione delle pareti vascolari, le quali perdono la propria elasticità. Si tratta di un disturbo che si sviluppa nel corso del tempo in maniera subdola, in silenzio, senza dare alcun sintomo, ma che potrebbe avere complicanze serie se non addirittura fatali. Con un’adeguata prevenzione e trattamento è tuttavia possibile tenere sotto controllo tale processo degenerativo che interessa la parete arteriosa. In Italia e in molti Paesi occidentali, l’aterosclerosi rappresenta un problema di notevole importanza clinica. Proprio per questo motivo conoscere il disturbo ed adottare i giusti comportamenti è fondamentale in ottica preventiva.

Effetto dell'aterosclerosi

Cos’è l’Aterosclerosi?

L’aterosclerosi, o aterosi, viene definita l’epidemia del XX secolo a causa della sua ampia ed elevata diffusione: rappresenta infatti la prima causa di morbilità negli Stati Uniti e nei paesi occidentali. Grazie ai programmi di prevenzione operati negli ultimi anni stiamo assistendo ad una leggera riduzione dei decessi derivanti da aterosclerosi, anche se le malattie cardiache restano la prima causa di morte al mondo.
L’aterosclerosi può essere considerata come un’infiammazione cronica della parete arteriosa: l’evento iniziale sembra essere l’indebolimento della parete arteriosa che si verifica in concomitanza con la disfunzione endoteliale, dove a seguito si innescano processi ad effetto domino che portano all’accumulo di materiale biologico, che successivamente va incontro ad infiammazione cronica. La patologia è inoltre caratterizzata da un irrigidimento ed ispessimento delle arterie, che perdono di conseguenza la loro elasticità.
Da cosa sono composte queste placche? Le placche parietali si caratterizzano tra l’altro per la presenza di derivati di colesterolo, LDL e Lipoproteina(a), cellule muscolari lisce, cellule infiammatorie, cellule provenienti dal sangue e calcio. La placca formatasi potrebbe arrivare a ostacolare in modo importante il flusso ematico al suo interno. Un'eventuale rottura della placca stessa potrebbe portare a trombosi con conseguenze potenzialmente fatali. Avendo cura in modo preciso e minuzioso dello stile di vita è possibile prevenire o per lo meno ritardare il più possibile l’insorgenza di questa malattia.

Come si Forma? Fisiopatologia

L’aterosclerosia è un lento e complesso processo degenerativo causato da una serie di fattori. La teoria dell’elevato contenuto di LDL ossidate come fattore scatenante resta quella più accreditata, tuttavia negli ultimi anni il focus si sta spostando sempre di più sulla stabilità e funzionalità dell’endotelio, alla luce dello studio approfondito dei fattori di rischio quali omocisteina e lipoproteina(a).
Che ruolo riveste il colesterolo in questo processo? Il colesterolo in sé non è causa della malattia cardiaca. La letteratura oggi ci dice che la disfunzione dell’endotelio è il fattore che incide maggiormente sull’insorgenza dell’aterosclerosi. Diabete, obesità e sindrome metabolica contribuiscono in modo decisivo ad aggravare questo processo. Ciò a cui bisogna comunque porre maggiore attenzione è la prevenzione del processo degenerativo e infiammatorio nelle arterie, perché se quest’ultime sono in salute, il ruolo del colesterolo diventa marginale.
Come si formano le placche? I meccanismi sottostanti la formazione della placca sono tutt’oggi oggetto di studio. È possibile comunque definire delle fasi peculiari sul processo di formazione:

  • Lesione dell’endotelio;
  • Proliferazione delle cellule muscolari lisce;
  • Internalizzazione di lipoproteine a bassa densità, che si ossidandosi innescano a loro volta una risposta immunitaria di tipo infiammatorio.

Il rischio cardiovascolare è dovuto anche alla dimensione delle placche e al loro stato di infiammazione e stabilità, legati a loro volta all’insorgenza di eventi trombotici. Le placche si distinguono infatti in stabili e instabili. Vengono definite placche stabili quando sono “dormienti”, a lenta crescita e clinicamente asintomatiche. Sono invece definite placche instabili quelle più suscettibili a rottura, che possono provocare gravi complicanze.

Aterosclerosi: Perchè è Pericolosa?

L'aterosclerosi è considerata pericolosa in quanto causa o concausa di patologie come l'angina pectoris, l’ictus e l'infarto. Questa malattia è spesso sottovalutata in quanto si pensa determini semplicemente la formazione di un deposito di grasso all’interno delle arterie. In realtà ciò che causa problemi gravi è la rottura di tali depositi con conseguente innesco del processo trombotico. Cosa succede quando la placca si rompe? Quando si verifica ciò, i derivati del colesterolo, entrando in contatto col flusso sanguigno, determinano la formazione di un coagulo, o grumi chiamati emboli, che a sua volta ostruiscono il flusso sanguigno causando l’embolia.

Aterosclerosi e Arteriosclerosi: Ci Sono Differenze?

I termini arteriosclerosi e aterosclerosi sono spesso usati come sinonimi e perciò confusi. In realtà con il termine arteriosclerosi si intende un processo cronico in cui si identificano tutte le forme di indurimento, di ispessimento e di perdita di elasticità delle arterie. L’aterosclerosi (il cui restringimento è dovuto principalmente all'accumulo di materiale lipidico) è la forma più comune di arteriolosclerosi. Altre forme considerate più rare e quindi meno rilevanti dal punto di vista clinico sono la sclerosi calcifica di Monckeberg e l'arteriosclerosi.

Sintomi dell'aterosclerosi

Sintomi dell'Aterosclerosi

L’aterosclerosi è una patologia con una lunga fase iniziale asintomatica: proprio per questo è difficile riconoscere i sintomi dell’aterosclerosi fino a quando non è compromesso il flusso sanguigno in un modo tale da scatenare eventi coronarici acuti, come l’infarto miocardico, l’angina instabile o la morte improvvisa. I sintomi possono variare in base alla localizzazione delle placche ateromasiche. Quando i primi segnali compaiono, la situazione delle arterie è di norma già compromessa, e il rischio di complicanze diventa altissimo. I sintomi che solitamente vengono rilevati sono diversi a seconda dell’arteria interessata e dell’organo annesso.

Aterosclerosi Coronarica

L’aterosclerosi coronarica è una tipologia di questa condizione patologica che colpisce le arterie di medio e grosso calibro che hanno il compito di irrorare il sangue al cuore. Quando sono interessate le arterie coronariche, i segnali di infarto del miocardio possono manifestarsi con sintomi come nausea, vertigini, aumento della sudorazione, palpitazioni, angina, affanno. A volte l’aterosclerosi coronarica non è caratterizzata da sintomatologia rilevante: può evolvere direttamente in infarto a seguito della rottura della placca.

Aterosclerosi Cerebrale e Carotidea

L’aterosclerosi carotidea può non dare sintomi finché i vasi non sono gravemente ristretti o del tutto ostruiti. Il principale segno che caratterizza l’aterosclerosi carotidea è il cosiddetto attacco ischemico transitorio, noto anche come TIA. Altri segni e sintomi possono consistere in presenza di un soffio o ictus. La sintomatologia è comunque molto varia e può comprendere cefalee intense e improvvise, disturbi della vista, perdita di coordinazione, difficoltà di parola o di comprensione, perdita di lucidità, intorpidimento o paralisi di un lato del corpo, oltre che sintomi psicologici e sintomi comportamentali.

Aterosclerosi Periferica

L’aterosclerosi periferica è così definita poiché interessa le arterie che portano il sangue ossigenato a gambe, braccia e nelle regioni pelviche. I sintomi di questa patologia interessano appunto gli arti: il soggetto colpito da aterosclerosi periferica avvertirà sintomi come perdita di sensibilità, dolore persistente, difficoltà di deambulazione o aumentato rischio di infezioni. Se una placca ostruisce un vaso o si trombizza improvvisamente bisognerà intervenire con la massima urgenza per evitare l’amputazione dell’arto. L'ostruzione delle arterie degli arti inferiori, infatti, può dare luogo a cancrena alle dita dei piedi o interessare l’intero arto.

Aterosclerosi Renale

L’aterosclerosi renale interessa tutte quelle arterie che portano il sangue ossigenato ai reni. Essa può essere causa di nefropatia cronica, che potrebbe in alcuni casi degenerare nella progressiva perdita della funzionalità renale. I sintomi più comunemente riscontrati sono: problemi di minzione, gonfiore degli arti, senso di debolezza, nausea e intorpidimento.

Cause dell’Aterosclerosi

Attualmente, nonostante i notevoli progressi della ricerca scientifica, non è ancora possibile stabilire con esattezza la causa scatenante dell’aterosclerosi. È tuttavia ampiamente documentata la multifattorialità (fattori modificabili e non modificabili) di tale patologia, che porta alla disfunzione endoteliale e quindi alla degenerazione della parete arteriosa. È altresì chiaro che il colesterolo alto in sé non è causa del processo aterosclerotico, nonostante sia una credenza diffusa.
Quello dell’aterosclerosi è un disturbo assai diffuso, sistemico e di carattere cronico, che può insorgere anche in giovane età e restare asintomatico per tutta la vita. In età avanzata si manifesta clinicamente come malattia coronarica, ictus, attacco ischemico di tipo transitorio e arteriopatia occlusiva periferica. L’aterosclerosi è difatti un processo che viene generalmente associato all’invecchiamento e si presenta più frequentemente negli anziani. Ci sono tuttavia fattori che possono favorirne la comparsa anche in età giovanile, come:

  • La dislipidemia;
  • L’insulinoresistenza;
  • L’iperomocisteinemia;
  • L’ipertensione;
  • Il fumo;
  • Il diabete.

A tal proposito sono stati individuati nel corso degli anni numerosi fattori di rischio che, interagendo tra loro, possono aumentare la probabilità di sviluppare placche. Questi fattori vengono suddivisi in fattori di rischio modificabili e fattori di rischio non modificabili.

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  • Le Vitamine del gruppo B sono essenziali nel metabolismo degli acidi grassi, in particolare del colesterolo;
  • Il Vitamina C, Lisina, Prolina e Glicina sono essenziali per la sintesi e la protezione degli endoteli;
  • Coenzima Q10 è una molecola fondamentale nella produzione di bioenergia cellulare;
  • Folati, B12 e Betaina supportano il metabolismo dell'omocisteina
 

Fattori di Rischio

Come abbiamo precedentemente accennato, alla base di questa patologia esistono numerosi fattori di rischio. La presenza di due o più fattori di rischio aumenta notevolmente la probabilità di sviluppare l’aterosclerosi. L’insorgenza dell’aterosclerosi è dovuta ad una correlazione tra la predisposizione del paziente ad acquisire la malattia e l’interazione con i fattori ambientali. Quali sono fattori di rischio?

  • Vengono definiti fattori di rischio non modificabili l’età, il sesso e la genetica. Ad esempio, si può parlare di genetica positiva se in un’anamnesi si riscontra aterosclerosi in un parente di primo grado, che ha sviluppato la malattia prima dei 55-60 anni in presenza di dislipidemia.
  • Sono invece definiti fattori di rischio modificabili il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta e l’uso-abuso di alcool. A questi si aggiungono gli ormai accertati iperomocisteinemia, iperinsulinemia, alti livelli di apolipoproteina B, A, Lipoproteina(a), LDL e proteina C reattiva. La misurazione dei marker metabolici di rischio coronarico è utile per stimare il rischio coronarico globale nel singolo paziente.

Diagnosi

Abbiamo visto come l’aterosclerosi non si associa necessariamente a segni clinici, in quanto per natura è una patologia subdola. In linea generale gli esami che solitamente vengono effettuati per diagnosticare la patologia aterosclerotica sono i seguenti:

  • Esami del sangue;
  • Esame obiettivo;
  • Esami di imaging, come l’ecografia vascolare e la valutazione del calcio coronarico, che ci permettono di diagnosticare l’aterosclerosi in una fase molto precoce;
  • ECG (rileva e registra quella che è l'attività elettrica del cuore);
  • Eco-doppler;
  • Ecocardiografia;
  • Angiografia;
  • TAC coronarica;
  • Angio RM;
  • Test da sforzo;
  • Proteina C reattiva.

Test della Proteina C Reattiva

La proteina C reattiva sta acquistando sempre maggior importanza in quella che è la gestione clinica dei pazienti coronaropatici. Ma cos’è la PCR? La proteina C-reattiva (PCR) è una proteina prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue a poche ore di distanza dall’inizio di un'infezione, di un’infiammazione o di un danno ai tessuti, in concentrazioni crescenti che spesso precedono la comparsa di dolore, febbre o altri disturbi. È un indicatore di infiammazione aspecifico. Un aumento della concentrazione di PCR nel sangue può verificarsi dopo un attacco cardiaco, nelle infezioni estese a tutto l’organismo (sepsi) o dopo un intervento chirurgico. Il test della proteina C-reattiva (PCR) consiste in un prelievo di sangue venoso. Non è necessario essere a digiuno e dopo l’esecuzione dell’esame si può immediatamente tornare a svolgere le normali attività. Una quantità elevata di PCR nel sangue suggerisce la presenza di un'infezione o di un’infiammazione improvvisa e rapida (acuta) in corso, ma non aiuta a identificare l’organo (o gli organi) interessati o la causa. Per valutare il rischio cardiovascolare diventa quindi estremamente importante effettuare il test in condizioni di perfetta salute.

Donna anziana si sottopone a dei test per l'aterosclerosi

Come Prevenire l’Aterosclerosi

La malattia aterosclerotica è silente e asintomatica nella maggior parte dei soggetti. Lo stile di vita, la dieta e il soddisfacimento dei fabbisogni di micronutrienti sono tre elementi chiave nella prevenzione di questa patologia. Alla luce dello studio dei fattori di rischio quali omocisteina e lipoproteina(a) risulta fondamentale la protezione dell’endotelio delle arterie da ogni forma di stress, sia di tipo meccanico che di tipo biologico. Se l’endotelio delle arterie nei suoi punti più deboli (si pensi alle arterie coronarie) va incontro a microlacerazioni, il complesso processo di formazione della placca ateromasica potrebbe essere effettivamente un sistema di riparazione, che, cronicizzando, può portare a complicanze gravi. Ecco che garantire un adeguato apporto di microelementi necessari al turnover della matrice extracellulare, insieme ad uno stile di vita (alimentare e non) adeguato che preveda la riduzione dell’introito di zuccheri, è sicuramente la chiave nel ritardare il più possibile l’insorgenza (se non prevenire completamente) questa patologia.
Il controllo dell’omocisteina è importante: l’omocisteina alta è ormai riconosciuta come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Da un lato i suoi livelli elevati potrebbero provocare danni endoteliali, dall’altro con un corretto metabolismo dell’omocisteina si ottengono numerosi composti fondamentali per le cellule e le funzioni fisiologiche dell’organismo.

Trattamento: Come si Cura l'Aterosclerosi?

Il trattamento dell’aterosclerosi si basa in primis sulla modificazione di tutti quei fattori definiti, appunto, modificabili. In caso di irrigidimento delle arterie è infatti fondamentale agire sui fattori di rischio, in maniera farmacologica e integrativa. Qualsiasi intervento deve sempre essere condiviso con il proprio medico e con il proprio biologo nutrizionista di fiducia. Si ricorre all’utilizzo dei farmaci qualora nessun intervento precedente si sia rivelato efficace nel contenimento del processo aterogeno.

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  • Folati, B12 e Betaina supportano il metabolismo dell'omocisteina
 

Stile di Vita

Mantenere uno stile di vita sano aiuta a ridurre il rischio di insorgenza della malattia aterosclerotica. Cosa si intende per uno stile di vita corretto? Innanzitutto, è importante sottolineare che condurre uno stile di vita sano significa principalmente astenersi dal fumo e dal consumo eccessivo di alcol. L’altro aspetto è caratterizzato dalla dieta. Quest’ultima non deve prevedere il consumo di cibi che stimolino troppo l’aumento di glicemia e di insulina nel sangue. Ti consigliamo pertanto la lettura del nostro articolo sulla corretta alimentazione per il colesterolo alto utile anche a prevenire patologie come l'aterosclerosi. Gli effetti dell’iperglicemia e dell’insulinoresistenza sono responsabili di un incremento anche di 10 volte maggiore di incorrere allo sviluppo dell’arteriosclerosi. Di estrema importanza è il consumo quotidiano di fibre solubili, al fine di selezionare e stimolare il microbiota a produrre sostanze che contrastano l’infiammazione sistemica. Altrettanto importante il movimento, la gestione dello stress e il mantenimento dei fabbisogni di micronutrienti. Anche l’attività fisica è oggi considerata fondamentale: un fattore di rischio è infatti la sedentarietà. L’esercizio fisico regolare e non eccessivo è un vero e proprio farmaco in grado di prevenire l’insorgenza di molteplici patologie croniche.

Terapia Farmacologica

Quando l'arteriosclerosi è ormai in fase avanzata si fa ricorso alla terapia farmacologica, che può essere di aiuto nel controllo dei fattori di rischio. Anche quando le modifiche dello stile di vita non si rivelano sufficienti si ricorre solitamente ai farmaci. Quelli più comunemente impiegati sono anticoagulanti e ipocolesterolemizzanti (statine), sebbene alcuni autori abbiano postulato riflessioni sull’effetto terapeutico di quest’ultime.

Chirurgia

In caso di grave aterosclerosi può essere necessario ricorrere alla chirurgia. Gli interventi mirano sostanzialmente alla disostruzione delle arterie laddove il flusso sanguigno è compromesso. Le pratiche chirurgiche sono le seguenti:

  • Angioplastica coronarica. Procedura che prevede la disostruzione delle arterie coronarie occluse, con un miglioramento del flusso sanguigno al cuore, mediante il posizionamento di un sottile tubo reticolare chiamato stent.
  • Bypass coronarico. In questa procedura un vaso sanguigno sano viene utilizzato per bypassare un'arteria che presenta un’ostruzione. In questo modo è possibile reindirizzare il sangue intorno all’arteria ostruita.
  • Endoarteriectomia carotidea. È una procedura finalizzata alla rimozione di placche ateromasiche dalle arterie carotidee. Questa procedura ripristina il flusso sanguigno al cervello, il che può aiutare a prevenire l’insorgenza di ictus.

Bibliografia

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lucrezia palizzato
Lucrezia Palizzato

Laureata in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana ed abilitata alla professione di Biologo Nutrizionista. Si occupa di alimentazione e nutrizione, è promotrice di uno stile di vita sano ed equilibrato ed elabora piani nutrizionali personalizzati in condizioni fisiologiche e patologiche.

 

 

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